L'accusa di Macklemore: «Nove arene americane hanno detto di no al mio Free Palestine tour. Ma silenziarci renderà solo più forte il nostro messaggio»

Résumé détaillé
Dopo il successo delle date europee del suo Free Palestine tour - la serie di concerti benefici con cui sta raccogliendo fondi a favore della popolazione palestinese - il rapper…
Il rapper, in un lungo post sui social ha denunciato la difficoltà di organizzare i concerti negli Stati Uniti a causa delle sue posizioni sulla Palestina
Dopo il successo delle date europee del suo Free Palestine tour - la serie di concerti benefici con cui sta raccogliendo fondi a favore della popolazione palestinese - il rapper americano Macklemore ha postato sui social un lungo messaggio per spiegare che cosa sta invece accadendo alle date statunitensi che stava cercando di organizzare.
«Fin dall'inizio, il nostro piano era quello di portare questo tour a casa negli Stati Uniti. Ma dopo settimane di contatti, nove fra le principali arene americane ci hanno detto di no», ha scritto Macklemore, passando poi a elencare i nove palazzetti, a partire dal Madison Square Garden di New York (che ha replicato, tramite «Variety», che Maclkemore «non è un artista da palasport).
«A metà settembre avevamo ricevuto le disponibilità di date di queste arene fino a fine anno. Ma una volta che hanno scoperto che si trattava dei miei concerti benefici per la Palestina, queste date improvvisamente non andavano più bene. Le porte si sono chiuse. Le conversazioni sono state tutte diverse, ma il risultato è stato lo stesso. Gli spettacoli non si potevano tenere in questi luoghi», ha proseguito l'artista che a settembre aveva denunciato di essere stato estromesso dal tour di Ed Sheeran a causa delle sue posizioni sulla questione palestinese.
«In oltre 20 anni di tour, non mi era mai accaduto nulla del genere», ha detto ancora. Ed è passato poi all'attacco: «Questo non è un incidente isolato. Per decenni attivisti, poeti, scrittori, musicisti e intrattenitori che si sono schierati in solidarietà della popolazione palestinese hanno subito conseguenze. Molti hanno pagato un prezzo molto più alto di me. Guardando indietro agli ultimi tre anni, l'unico rimpianto che ho è di non aver parlato pubblicamente quando i sionisti mi davano dei calcetti sotto il tavolo.
La sua posizione, però, è netta…
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